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Sport Estremo: Psicologia dello Sport e Scuola di Vita

Quali sono i motivi che spingono un atleta a praticare uno sport estremo?
In che modo comprendere la personalità di chi pratica sport estremi ci è utile nella vita? La risposta arriva dalla psicologia dello sport.

Sport Estremo: Psicologia dello Sport e Scuola di VitaOgnuno di noi almeno una volta nella vita è stato spettatore di esibizioni atletiche estreme. Probabilmente si è anche chiesto cosa motivasse quello sportivo a mettersi così a rischio di vita.

La psicologia dello sport si è spesso interessata agli aspetti motivazionali degli atleti che praticano questi tipi di sport e ne ha estrapolato delle caratteristiche particolari di tipo cognitivo, comportamentale ed emotivo, non solo allo scopo di comprendere meglio la mente di questi sportivi, ma anche di avere da essi l’opportunità di apprendere nuovi e più utili modi di affrontare le performance sportive e la vita. Per questo motivo, non è così inusuale che vengano proposti percorsi “al limite”, seppur sotto controllo di esperti (Trainer, Coach, Psicologi), per attivare nella persona alcune delle condizioni tipiche che l’atleta dello sport estremo necessariamente impara a gestire.

Gli studi effettuati dalla psicologia dello sport riguardano aspetti psico – fisiologici, meccanismi relativi alla valutazione del rischio e alla tipologia di preparazione mentale, nonché allo sviluppo di evidenti capacità di gestione dell’imprevisto.

E quindi, quali sono le caratteristiche o i concetti che stanno alla base della motivazione allo sport estremo?

La psicologia dello sport riassumerebbe i vostri dubbi parlando di “personalità estrema”, ovvero dell’insieme delle condizioni cognitive, emotive e comportamentali che caratterizzano la persona dietro l’atleta estremo, appunto! Di seguito verranno analizzate alcune di queste caratteristiche, le più interessanti, al fine di trarne vantaggiosi insegnamenti.

  1. Conoscere i propri limiti. Per l’esattezza, non ci si limita in questo caso al semplice conoscerli. La psicologia dello sport estremo insegna che la semplice conoscenza dei propri limiti non è altro che la base di partenza. Chi pratica sport estremo sembra avere la necessità di sperimentarsi spesso proprio nella “sensazione al limite”, tanto che la psicologia dello sport definisce chi è costantemente attivo nella ricerca di questa condizione psico – fisiologica un “sensation seeker” (letteralmente “ricercatore di sensazioni”). Ovviamente, sensazioni forti, trasgressive, estreme, pervasive. Sensazioni di onnipotenza, di sfida con se stessi e con la vita, o morte. C’è chi lega le personalità degli sport estremi ad aspetti di depressione, di incapacità di percepire “semplicemente” il proprio corpo e i propri spazi, dovendone per questo creare costantemente “quella sensazione” che permette di sentirsi, sentirsi vivi.
  2. Imparare a gestire lo stress. Stiamo parlando della capacità di tollerare l’attivazione fisiologica degli stati di stress più estremi, quelli che riguardano l’attivazione dell’istinto di sopravvivenza. Da un punto di vista fisiologico lo sport estremo induce il corpo dell’atleta a produrre elevatissime quantità di catecolamine, tra cui l’adrenalina e la dopamina, che producono piacevoli sensazioni d’euforia: le stesse che possiamo ritrovare nell’uso di sostanze, nell’assunzione di alcol e durante l’attività sessuale.
  3. Sviluppare lo stato di flow. Lo sport estremo è necessariamente svolto in stato di flusso. La preparazione mentale, la necessità del calcolo del dettaglio, il livello di stato d’allerta e quindi la concentrazione che richiede, caratterizzano intrinsecamente la performance estrema.

Purtroppo, o per fortuna, sperimentare sport estremi non è così semplice. Le arrampicate, i passaggi nel vuoto su corde tese, il bungee jumping, il paracadutismo, sono tutte esperienze che per le persone “non esperte” potrebbero essere utili per “intuire” i propri limiti, sperimentarsi nella gestione del rischio, della paura e dell’imprevisto, mettendosi in una condizione metaforicamente associata alla vita, nella speranza di essere affiancati da qualcuno che possa indurre un’elaborazione utile e funzionale della forte emozione che avete appena provato.

Qual è l’insegnamento che ci arriva dalla psicologia dello sport in merito agli sport estremi?

La psicologia dello sport studia da molto tempo lo sport estremo e la personalità di chi lo pratica; al di là della simil “pazzia” (che meriterebbe un post a sé stante), è arrivata l’ora a mio parere di condividerne anche gli aspetti di perseveranza, preparazione, attitudine, talento, dedizione e passione, utilizzando ciò che ha da insegnare, semplicemente, essendo sport.

Non mettetevi ingenuamente a rischio, gli sport estremi richiedono in primis moltissima preparazione e affiancamento da chi è già esperto del settore. Per ora, noi “umani” possiamo limitarci ad  imparare che mettersi in situazioni sportive “difficili” aiuta la mente a spostarsi dallo stato di confort e inducendo la nostra mente a sviluppare nuove risorse.

 

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