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Sport Coaching: Neuroni Specchio e Performance Sportive

Sport Coaching | Neuroni Specchio e performance sportiveNeuroni Specchio – Telepatia sportiva?
Ora non è più fantascienza!

La scoperta da parte del gruppo di Parma dei Neuroni Specchio ha spalancato la porta a nuove e incredibili possibilità. Nuove frontiere comunicative e relazionali anche nello sport.

Per quale motivo quando teniamo in braccio un bambino piccolo, e lo guardiamo intensamente, ci ritroviamo inesorabilmente in preda a smorfie ridicole sentendoci un po’ sciocchi?

Il prof. Giacomo Rizzolatti, considerato l’autore di una delle principali scoperte neuroscientifiche degli ultimi decenni, probabilmente commenterebbe che nel nostro cervello un gruppo di neuroni chiamati “neuroni specchio” stanno letteralmente “vibrando” insieme a quelli del bimbo per consentirci di comprendere ciò che ci sta dicendo, quello che sta sentendo, quello che desidera. Comprendere le azioni nella loro totalità meccanica ed emotiva è la competenza chiave di tali neuroni.

Inoltre, neuroni specchio non si limitano a comprendere l’azione vista ma ne anticipano addirittura l’intenzione. E’ evidente, quindi, quanto la possibilità di “utilizzare consapevolmente” questo meccanismo risulterebbe fondamentale in tutti quegli sport situazionali, di squadra e singoli, dove la rapidità con cui si anticipa l’azione avversaria, di attacco o difesa, è fondamentale per la prestazione, e non solo.

Come utilizzare questa scoperta per il miglioramento della performance nell’atleta?

Ad oggi, nello Sport i neuroni specchio sono stati associati alla teoria del modellamento, secondo la quale la visione di un campione in azione ci dà la sensazione di aver appreso qualcosa in più del nostro sport, migliorando la nostra performance. Si tratta di un processo di apprendimento che si attiva tramite l’osservazione di un modello.

Questa teoria si basa su due fondamentali aspetti:

  1. di ciò che osserviamo vengono assimilati gli aspetti migliori, ma anche i peggiori;
  2. i neuroni specchio si attivano su informazioni consapevoli e inconsapevoli;

E’ evidente quindi quanto l’apprendimento motorio per imitazione, la comprensione e anticipazione dell’azione e l’empatia nel rapporto tra istruttore/allievo, allenatore/atleta, tifoseria/squadra e coach/cliente (sia esso un atleta, un allenatore o una squadra), siano largamente influenzati dal sistema specchio, e di come questo entri di diritto nella formazione dell’atleta e nell’approccio dell’allenatore verso quest’ultimo. Si parla ormai di un vero e proprio “contagio emotivo”.

Un buon coach non può quindi certo esimersi dal considerare se stesso e ciò che trasmette nella relazione con il suo cliente. Le nostre emozioni, i nostri stati mentali, il nostro “non verbale”, i nostri neuroni specchio agiscono nella relazione e influenzano il successo del nostro lavoro, che lo desideriamo o meno.

Neuroni specchio al servizio del Coaching sportivo? Vediamo come.

Un cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende (G. Rizzolatti – C. Sinigaglia).

Tramite il linguaggio del corpo e l’espressività facciale i neuroni specchio consentono all’allenatore, ad esempio, di capire velocemente i bisogni dell’atleta o della squadra così da sostenere in caso ci siano problemi o elogiare per un atteggiamento positivo.

Come davanti ad uno specchio ciò che sono e, nel caso dei neuroni specchio, anche ciò che sento si riproduce specularmente. Eureka! Ciò che sono e sento viene riprodotto dai neuroni specchio  del cliente! Proprio così, come se guardasse una performance di successo, come davanti alla vittoria di un campione, come i tifosi che caricano la loro squadra.

Ecco allora che oltre all’apprendimento imitativo e più “meccanico” del modellamento tra atleti, la consapevolezza del nostro assetto emotivo, delle nostre speranze e del nostro modo di essere, relativo al cliente che ci è davanti, diventano importante strumento di una sessione di successo!

Aver fiducia nelle potenzialità del cliente mai fu più necessario! Essere consapevoli attraverso un’attenzione attiva al proprio assetto emotivo, alle proprie sensazioni e alle proprie percezioni è il primo importante passo per vincere e presiedere la vittoria.

In definitiva, come possiamo utilizzare i neuroni specchio nel coaching?

  1. mostrando l’azione più e più volte;
  2. visionando filmati con immagini di successo;
  3. sviluppando empatia nell’atleta;
  4. raggiungendo un buon grado di consapevolezza del nostro assetto emotivo;
  5. presiedendo il raggiungimento degli obiettivi con atteggiamento positivo.

I neuroni specchio ci dicono che siamo programmati per interagire ad ogni livello comunicativo, impariamo ad usare il nostro potere!

 

 


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