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Psicologia dello Sport: emozioni e intelligenza emotiva per un atleta

emozioni e intelligenza emotiva per un atletaEmozioni e intelligenza emotiva per un atleta – Paura, gioia, gelosia, disprezzo, vergogna, tristezza, preoccupazione, felicità, soddisfazione, ansia, ira…
Queste sono solo alcune delle emozioni che ognuno di noi prova.

E allora?
Le emozioni sono parte integrante della nostra vita, della nostra quotidianità, del nostro comunicare, di noi stessi; accompagnano e colorano ogni momento della nostra vita.

Se ci concentriamo un attimo su di noi, poniamo attenzione al nostro mondo interiore e ci chiediamo: “Cosa sto provando ora?”, sicuramente riconoscerò un qualcosa.

Ecco: capacità di riconoscere i nostri sentimenti, e quelli degli altri, e di gestire positivamente le nostre emozioni, sia interiormente che quelle coinvolte nelle relazioni sociali, viene chiamata da Daniel Goleman, Intelligenza Emotiva.

L’autore spiega come l’Intelligenza Emotiva non abbia nulla a che vedere con l’intelligenza cognitiva o la razionalità, ma come, invece, sia un’armoniosa combinazione di: consapevolezza di sé, motivazione intrinseca, empatia, autocontrollo e abilità sociale.

Sviluppare l’intelligenza emotiva significa quindi permettere di convogliare efficacemente le proprie emozioni per utilizzare le nostre risorse e potenzialità verso risultati importanti in ogni condizione.

Emozioni e sport, quale legame?

L’atleta in grado di riconoscere e di gestire le proprie emozioni, prima e durante la gara, è sicuramente avvantaggiato, nel poter valutare quanto il mix di eventi, di pensieri e di emozioni può essere gestito in maniera funzionale alla performance.

Nella prestazione sportiva, così come nella vita, l’emozione condiziona fortemente l’espressione del gesto atletico.

Preparare e accompagnare gli atleti a conoscere meglio loro stessi, a riconoscere ed adattare le emozioni alle prestazioni sportive e ad utilizzare le strategie più adeguate per portarli verso il migliore rendimento possibile rientra nei compiti del Mental Coach.

L’atleta emotivamente intelligente  è in grado non solo di scoprire come le emozioni personali influenzano la sua prestazione, ma anche d’identificare i pensieri e le emozioni disfunzionali, modularli successivamente a beneficio della prestazione tenendo continuamente monitorato il proprio flusso emotivo in relazione agli eventi interni ed esterni.

Migliore è la consapevolezza di sé di un atleta e, in generale, della persona, e maggiori saranno le risorse individuali specifiche che si possono mettere in campo nell’affrontare le difficoltà, lo stress e le incertezze in un determinato momento, sportivo o di vita.

La premessa fondamentale per qualsiasi progetto di Mental Coaching è che si identifichi, per ogni atleta, un suo percorso di raggiungimento dei propri obiettivi, partendo dal suo carattere, dalla sua storia, dalle sue motivazioni e dalle sue abilità.

Ogni atleta, in quanto persona unica ed irripetibile, ha reazioni diverse agli eventi: una stessa situazione, può essere vissuta da un atleta in modo eccitante e attivante, mentre per un altro può essere fonte di stress, ansia o di paura.

Essere autentici con se stessi permette di conoscersi realmente e di gestire le proprie emozioni. Per esempio, quando le emozioni sono troppo leggere, possono rivelare indifferenza e distacco e quindi attivare poca energia; ma, al contrario, quando sono troppo intense, diventano eccessive e persistenti, rischiano di diventare angoscianti e paralizzanti o addirittura patologiche.

Attraverso l’implementazione della consapevolezza del proprio livello di attivazione (arousal), del proprio livello di ansia e delle proprie emozioni,  si può affrontare ogni evento sportivo con positività e fiducia.

Con un efficace allenamento mentale, si può sfruttare al meglio l’intelligenza emotiva in gara:

  1. Svuota la mente, ascolta il tuo corpo.
  2. Attiva l’energia ottimale.
  3. Allontana da te le emozioni spiacevoli disfunzionali alla performance.
  4. Concentrati sul presente e sul gesto tecnico da compiere.
  5. Accetta ciò che non si può cambiare e punta a ciò che posso fare io.
  6. Utilizza positivamente il dialogo interiore.
  7. Migliora la tua resilienza (ovvero quella capacità che permette di affrontare le difficoltà, imparando dai fallimenti, conservando la speranza, risollevandosi dopo le sconfitte e guardando al futuro con ottimismo).
  8. Raggiungi il flow: “lo stato di grazia” dove la prestazione non richiede sforzo!

Riassumendo: “Conosci te stesso e utilizza le emozioni con intelligenza!”


 

 

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