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Potenzialità – Riconoscere le potenzialità dell’atleta

Potenzialità: hai mai sentito la frase: “Quell’atleta ha delle enormi Potenzialità ma non riesce a sfruttarle”. A cosa si riferisce? Com’è possibile riconoscere le Potenzialità di un individuo e, soprattutto, come si allenano?

Potenzialità - Riconoscere le potenzialità dell'atleta

A tutte queste domande è possibile dare una risposta chiara ed esauriente attraverso il Coaching, poiché il Coach altri non è che un “cercatore di potenzialità”.

A questo punto ti domanderai: si, ma in definitiva, cosa sono queste potenzialità??

Potenziale e potenzialità (spesso utilizzate come sinonimi) indicano ciò che “è in potenza” ovvero, come definito dal vocabolario della Treccani, “lo stato di ciò che è ancora latente ma che è capace di svilupparsi, di realizzarsi, di avere esistenza attuale”.

Per chi è addentro al mondo del Coaching, la parola “potenzialità” riporta immediatamente alla definizione che ne da Martin E. P. Seligman (fondatore della Psicologia Positiva) nel suo libro “La Costruzione della Felicità”, che descrive le potenzialità di ciascun individuo come “i punti di forza del carattere”.

Tali punti di forza corrispondono ai tratti morali che ciascuno di noi possiede e mette in pratica consapevolmente e volontariamente nella vita di tutti i giorni. Mi riferisco a potenzialità come la creatività, l’autenticità, la gentilezza, l’onesta, il perdono, lo humor ecc. (ne sono ben 24!). Esse non smettono di esistere per il solo fatto che non vengono riconosciute o, peggio, agite da colui/colei che le detiene. Al contrario, tanto più tali forze del temperamento vengono utilizzate dall’individuo, maggiore sarà il senso di piacere che egli ne trae, con conseguente accrescimento del proprio stato emotivo (mi riferisco all’ottimismo), delle personali gratificazioni e della felicità.

“Fare” ciò che corrisponde al proprio “Essere”, farlo quotidianamente in ogni ambito (lavorativo, relazionale, sportivo ecc.), è la via che porta alla “felicità autentica”, l’unica in grado di essere piena, appagante e permanente.

Prima di descrivere in che modo è possibile individuare le potenzialità umane, è utile, anzi direi necessario, fare una premessa: vi è una tendenza (appresa o indotta) a considerare le depotenzialità delle persone, le caratteristiche “negative” piuttosto che quelle positive. Tale atteggiamento implica focalizzare l’attenzione su ciò che non va, sul problema, piuttosto che su ciò che funziona, su ciò che di bello e unico contraddistingue ogni individuo.

Come si riconoscono le potenzialità?
Quando non si ha l’abitudine di fare alcune cose, soprattutto all’inizio, non è così facile riuscire ad ottenere dei risultati immediati e soddisfacenti. Se poi si tratta di riconoscere le proprie o le altrui potenzialità e di utilizzarle al fine di accrescere il proprio ottimismo (peggio ancora quando si è pessimisti), le cose si complicano. E’ vero, altresì, che fare è molto meno complicato di pensare, questo perché la nostra mente (sto generalizzando appositamente) usa mettere in atto una serie di trabocchetti per sabotare le nostre migliori intenzioni al solo fine di proteggerci da eventuali fallimenti… abitudine che è possibile cambiare!!

Di seguito ti suggerisco alcuni criteri attraverso i quali ti è possibile valutare una caratteristica e riconoscerla come potenzialità:

  • Attraverso l’osservazione di situazioni passate nelle quali, in situazioni e tempi differenti, essa sia rimasta stabile;
  • Se essa produce un’emozione positiva che possa definirsi autentica (gioia, gratitudine, ammirazione ecc.) sia in chi l’ha messa in atto che in chi la osserva o ne trae beneficio;
  • Se è apprezzata per se stessa indipendentemente dall’esistenza dei benefici che da essa ne derivano.

Tornando al tema del post, in ambito sportivo è fondamentale riconoscere le potenzialità caratterizzanti un’atleta, sia per l’atleta stesso che per chi fa parte dello staff che lo segue.

Riconoscerle, svilupparle, agirle vuol dire predisporre al meglio il proprio stato emotivo ed agire conseguentemente in maniera proattiva ed efficace, divertendosi facendo ciò che si ha piacere di fare. Per un atleta, tale modo di agire, rappresenta la possibilità di raggiungere lo “stato di flow” ideale ai fini della prestazione ottimale, la cosiddetta peak performance.

Una volta individuate, in che modo è possibile allenarle?

Come ogni obiettivo che si voglia raggiungere, occorre applicarsi e fare: fai ciò che hai piacere di fare, ciò in cui riesci meglio, ciò che crea in te una evidente soddisfazione, un totale appagamento, che ti prende completamente senza che provochi in te sforzi o sacrifici.

Allenati ogni giorno ad agire le tue potenzialità, poniti degli obiettivi (anche piccoli) che implichino l’utilizzo di esse, concentrati sule risorse che caratterizzano il tuo essere unico e sentirai un senso di soddisfazione pervaderti. Corri, nuota, pedala, veleggia, cavalca, vola, lascia che le emozioni ti facciano sentire leggero, libero e vivo.

Che tu sia uno sportivo professionista, un amatore o un sedentario, inizia a riconoscere le tue potenzialità, a sperimentarle in quanto tali e ad allenarle… scoprirai una nuova visione delle cose e vedrai con occhi diversi le altre persone.

Ad maiora

 

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