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Flow, Coaching e Sport – Migliora le tue Performance!

Hai mai sentito parlare di Flow?
Uno degli obiettivi più importanti che lo Sport Coaching si pone è quello di aiutare l’atleta a raggiungere lo stato di Flow; ti sei mai chiesto per quale motivo?

Flow, Coaching e Sport - Migliora le tue Performance!L’esperienza del Flow è considerata all’unanimità l’incentivo migliore per un’azione atletica. Sono molteplici e molto esplicative tutte le espressioni che descrivono lo stato di flow: “l’esperienza ottimale”, “ la fusione del senso di sé con l’azione che si sta svolgendo”, “l’esperienza maggiormente gratificante”, “uno stato di estasi”.

Nello Sport Coaching il Flow assume un’importanza fondamentale poiché agendo sulla motivazione intrinseca all’azione e provocando uno stato di totale flusso ed equilibrio mente e corpo, tende a far sviluppare nell’atleta perseveranza, coraggio, aumento della soglia del dolore e maggiore tolleranza allo stress.

Hai mai sentito un campione parlare del suo sport?

Recentemente ho assistito ad uno spettacolo magnifico: un ex cestista che, parlando dell’interazione tra i giocatori della squadra, definiva “come assistere ad un balletto di danza classica” il movimento sincrono dei cinque atleti verso il canestro. In totale stato di estasi, l’ho sentito descrivere passaggi di palla, finalità di movimenti, coreografie sincronizzate e gesti atletici nel dettaglio, come stesse rivivendo gli stessi istanti, in quel momento.

Lo stato di Flow può essere associato ad uno stato alterato di coscienza, in cui lo spazio- tempo si dissolve e tutto fluisce, esattamente come dovrebbe essere, in perfetta armonia. Alcune volte possiamo assistere allo spettacolo del Flow perfino mentre l’atleta ci sta raccontando del proprio sport. E’ come se la mente slittasse su un binario parallelo e i movimenti, la tecnica, gli apprendimenti fisici studiati e ripetuti migliaia di volte, si riproducessero spontaneamente, in automatico, e senza resistenze.

Ai mondiali di Barcellona di quest’anno, Martina Grimaldi nuota per 25 km e quando “tocca” il traguardo non si rende conto di aver vinto la medaglia d’oro. Lo realizza solo dopo, quando alcuni giornalisti glielo fanno notare.

In che modo lo Sport Coaching può “agevolare” il Flow?

Il Flow non ha purtroppo una ricetta chiara e facilmente gestibile anzi direi che come ricetta sarebbe annoverata tra quelle a “difficoltà alta”. Lo Sport Coaching  può aiutare l’atleta a selezionare quegli aspetti cognitivo-fisico-emotivi che mischiati nelle giuste dosi possono facilmente agevolarne l’innesco.

Dalla mia esperienza come Coach, ho individuato i seguenti elementi necessari affinché il Flow possa essere gestito non solo come “esperienza gratificante”, ma anche come meccanismo alla base di performance da campioni.

  1. Allenamento fisico, ripetizione dei movimenti, degli esercizi e degli schemi. Il corpo ha bisogno di imparare come comportarsi durante il Flow. I gesti, gli spostamenti, ogni mossa deve essere stata ripetuta più e più volte. La mente accede alle informazioni che conosciamo meglio e che in quel momento abbiamo più disponibili. Un buon allenamento permette alla mente di innescare gli “automatismi” tecnici di cui lo stato di Flow si nutre.
  2. Concentrazione sul “qui ed ora”. E’ necessario convertire la conoscenza in azione spontanea. Ogni distrazione potrebbe disinnescare il flusso. Per questo motivo lo Sport Coaching promuove l’apprendimento di tecniche di gestione dello stress mentale e fisico (anche attraverso il Training Autogeno) che permettono lo sviluppo della capacità di concentrarsi sull’azione nel momento presente. Diversamente il compito risulterebbe “fastidioso” e “limitante”. Un esempio può essere quello del nuoto, appunto, in cui la tecnica diventa preludio di “acquaticità”. Letteralmente, la sincronizzazione del corpo con il fluire dell’acqua che non oppone resistenza, ma aumenta la spinta propulsiva.
  3. Divertimento. Il Flow è uno stato di gratificazione. Nel Sport Coaching si parla spesso di motivazione (motivo all’azione). La motivazione alla base del “flusso” è decisamente la percezione profonda di gratificazione, realizzazione, entusiasmo e completezza che scaturisce da esso. Il Flow si attiva nella condizione di benessere nel ciò che si sta facendo.

Valeria Straneo, medaglia d’argento alla maratona di Mosca di quest’anno, riferisce in un’intervista di come “correre” sia ciò che più le piace fare, e di non essersi resa conto di alcune avversarie o del pubblico che la incitava, mentre raggiungeva il traguardo.

Paradossalmente (ma anche no) lo Sport Coaching insegna che per raggiungere il Flow la motivazione non deve essere “ingenuamente” legata al solo valore del risultato finale, ma nell’azione stessa. Quindi per entrare in Flow, allenati, concentrati, ma soprattutto ama ciò che fai!

Buon Flow!

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