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Autoefficacia per un Atleta

Quanto può valere l’autoefficacia in una prestazione sportiva?
Quanto efficace può essere un atleta?
Quali sono i valori alla base di questo straordinario lato della personalità di ognuno di noi?

Autoefficacia per un Atleta

Nell’ambito del Coaching facciamo riferimento agli studi di Albert Bandura, il quale definì l’autoefficacia come “la percezione e l’insieme delle convinzioni e aspettative riferite alle proprie capacità di organizzare e realizzare azioni necessarie alla gestione delle situazioni di un particolare contesto

Tale definizione, declinata in ambito dello sport coaching evidenzia in quale misura e per quanto tempo è possibile mantenere gli sforzi, a prescindere da ostacoli, interferenze e negatività pregresse.

In sostanza, ogni individuo è disposto a mantenere fede al proprio impegno in attività difficili, dure e stressanti se ha piena fiducia nella capacità di portarle a termine in modo positivo.

Questo ovviamente soltanto se, alla base di tutto, vi è una ardente motivazione intrinseca!

Dal momento quindi che l’autoefficacia è il “giudizio sulle proprie capacità personali di agire”, essa è in grado di influenzare il modo di pensare e di agire di un atleta, che avrà la forza e le capacità di trovare le più potenti motivazioni personali.

Entrando ancora di più nel merito e nelle analisi, Bandura indica le 4 “Fonti di Autoefficacia”:

  1. Le esperienze di gestione efficace: sono quelle in cui una persona affronta con successo una data situazione e costituiscono la via migliore per acquisire un forte senso di autoefficacia
  2. L’esperienza vicaria: è quella fornita dall’osservazione di modelli: vedere persone simili a noi che raggiungono i propri obiettivi con l’impegno e l’azione personale aumenta la convinzione di riuscire in analoghe situazioni
  3. La persuasione verbale: le persone convinte verbalmente di possedere specifiche capacità per agire efficacemente, hanno più alte probabilità di attivare impegno migliore e di ottenere risultati positivi e motivanti
  4. Gli stati fisiologici, affettivi ed emotivi sono elementi su cui le persone si basano per valutare le proprie capacità (es. condizioni atletiche positive aumentano il senso di auto-efficacia).

Definite le 4 Fonti dell’autoefficacia, ne emerge la centralità in ambito sportivo.

Essa permette infatti di:

  • Comprendere i molteplici processi cognitivi che sono correlati allo sviluppo delle abilità sportive/atletiche;
  • Approfondire la conoscenza di Metodiche di apprendimento motorio;
  • Considerare la centralità del concetto di autoefficacia nella selezione degli Obiettivi dell’atleta;
  • Riconoscere il ruolo “regolatore” nella gestione di stress ed ansia, connessi e derivanti dalle perfomance sportive;
  • Valutare come e quanto l’autoefficacia rivesta un ruolo attivo nei momenti di insuccessi, sconfitte e crisi;
  • Studiare le dinamiche tra autoefficacia e capacità di recupero dagli infortuni, di controllo della fatica, di gestione del dolore;
  • Analizzare le variabili dell’autoefficacia tra sport individuali e sport di squadra.

Stai attento però a non confondere autoefficacia ed autostima….

Quest’ultima la vedremo nel nostro prossimo post!

 

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